Perla, di Frédéric Brun

righe inserite qui da Annalisa55 il domenica, 11 maggio 2008,18:14
Perla” è un libro appena uscito
L’autore è Frédéric Brun, e ha ricevuto la Borse Goncourt per il miglior esordio narrativo. Il libro è uscito in Francia nel 2007, e ora è stato tradotto in Italia da una casa editrice nuova di zecca,  piccola e coraggiosa, che potete trovare qui.
Non si tratta di un romanzo. Non si tratta di un diario. E non è nemmeno una biografia. È un racconto, a volte dolente, a volte stupito, di un figlio che ricorda sua madre. La successione dei brevi capitoli, non titolati, non numerati, segue un andamento sinuoso e ondeggiante: brevi sequenze legate alla madre nel campo di concentramento; i passi lenti della vita quotidiana dell’autore, ritmati da due crescite parallele: quella del libro e quella del figlio atteso; e il ritornello di considerazioni, pensieri, paragoni che nascono dalla visione di un quadro, dall’ascolto di una musica, dalla lettura di un saggio o di un romanzo.
In queste pagine, Brun cerca di ricostruire ciò che la madre non ha mai raccontato di Auschwitz, ma lo fa in modo lieve, comprensivo, chiedendosi perché non è mai stato detto nulla, rammaricandosene e subito dopo trovandone giustificazione. Parla del suo rapporto con Perla come di cosa incompiuta, mai veramente sfruttata, ma anche come di un legame che la scrittura potrà ricostruire e mantenere.
E intanto Brun ragiona sulla natura umana, che partorisce poeti e carnefici; sulle emozioni, che è così difficile oggi tenere accese e presenti, nel chiasso e nella fretta che ci circonda; parla di unità e di universo, di purificazione e di rinuncia; parla di Mengele ma anche di amore e di pienezza; riporta versi melodiosi, e ce li rivela scritti dal capo della gioventù hitleriana; percorre tutto il cammino del ricordo, della ricostruzione, fino a trasformare le sue lacrime in bellezza, e in scrittura.
si scrive di:acquisti, editoria, autori, critica, brun, gwinplaine
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La strada 2

righe inserite qui da Annalisa55 il mercoledì, 07 maggio 2008,18:31
Ciò che è uscito dall’incontro su “La strada”
Che il libro sia duro, era già stato detto. Ma altre osservazioni sono emerse.
Rispetto agli altri libri (o film) di fantascienza, incentrati sul tema del “the day after” o del “cosa succederà quando”, il romanzo di McCarthy appare, per certi versi, sottotono. Niente apocalissi con fuochi e scoppi, niente invasioni, niente comete o asteroidi. Solo, qualcosa che non é mai spiegato chiaramente e che...
si scrive di:incontri, autori, mccarthy
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Sfumature

righe inserite qui da Annalisa55 il venerdì, 02 maggio 2008,12:54
Quando la Grande Editor aveva spiegato a Massimo, con un po’ di disprezzo, che tre aggettivi erano troppi, e che, soprattutto, quel “verde tenero delle querce” era una gran cretinata perché, lo sapevano tutti, le querce hanno le foglie di un verde scuro che più scuro non si può, lui aveva alzato metaforicamente le spalle, aveva preso il suo manoscritto e se lo era portato a casa, dimenticandosi della Grande Editor nel giro di quindici, sedici minuti.
Da quel giorno, però, ogni anno, ogni volta che ai primi di maggio apriva la finestra e vedeva le foglie novelle della sua quercia che ormai arrivavano a sfiorargli il viso affacciato alla finestra, ci ripensava, alla Editor, con tristezza e pena.
Pensate, una che non aveva mai davvero visto il colore delle foglie di una quercia…
si scrive di:racconti
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La strada

righe inserite qui da Annalisa55 il venerdì, 02 maggio 2008,09:18
Nel romanzo di Cormac McCarthy, La strada, un non meglio specificato disastro ha posto fine alla vita sulla terra: ogni forma di vita, animale o vegetale, è stata spazzata via, i pochi sopravvissuti non hanno più nulla di umano e attraversano quest’immensa terra desolata in cerca di cibo come morti che camminano. E poco importa se il “cibo” è un altro essere umano: il cannibalismo è solo uno dei tanti orrori che la fantasia di McCarthy offre, quasi non ci fosse un fondo all’abisso, ma solo nuove parole per declinare un infinito catalogo di sofferenze. La catastrofe ha rivelato lo scheletro – come se a un’esplosione sopravvivessero solo le ossa bianche e scarnificate – della società, se non della natura, secondo McCarthy: una brutale lotta per la sopraffazione reciproca, in cui gli esseri umani sono nettamente divisi tra carnefici e vittime, tra cannibali e prede.
Sono passati dieci anni da quella catastrofe: padre e figlio sono riusciti a sopravvivere fino adesso. Il romanzo è il racconto del dolente e disperato pellegrinaggio verso il mare, delle difficoltà e degli incontri che accadono loro lungo la via, solo ogni tanto intervallati dai ricordi e dai sogni dell'uomo.
La Strada è un romanzo durissimo. Cupo. Non è un romanzo facile da leggere. La tentazione di interrompere la lettura viene più volte, ma si arriva alla fine, con una flebile, quasi impercettibile, scintilla di speranza.
si scrive di:incontri, autori, circolo, mccarthy
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Verrà un tempo

righe inserite qui da Annalisa55 il giovedì, 24 aprile 2008,21:13
Una delle storie da 25 aprile, forse un po' diversa dalle solite storie.
Molto lunga, ma nata da una storia vera.

VERRA'  UN TEMPO.

Prologo
[redazione Gazzetta di ***, gennaio 1975]
 
“Vedi un po’ se ne puoi cavar fuori qualcosa. La storia sembra interessante, è vero, e poi secondo me di questi tempi ci spremiamo un bel po’ di copie in più, è vero.”
“Dai, direttore, vedere, ho già visto, lo sai, ma per tirarne fuori qualcosa di serio devi darmi tempo, perché almeno un salto a Mantova e a Bologna lo devo fare.”
“Tempo, tempo. Vedi di non mettercene troppo, di tempo, è vero, che ti pago per quello che scrivi, no per il tempo che perdi. E tanto sarà una delle solite cose di famiglia patria e sacrificio, è vero, ma a me mi basta che mi riempi quattro belle colonne… Vai, vai, su…”
si scrive di:racconti, anniversari, annalisa, 25 aprile, franco cesana
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Sostiene Carlotto

righe inserite qui da Annalisa55 il giovedì, 24 aprile 2008,17:46
Sostiene Carlotto che l’ispirazione è un’invenzione ottocentesca e che è ora di farla finita, con l’ispirazione. Così, quando mi sono trovata a piegare le lenzuola e a pensare: va’ che bella storia che mi è venuta in mente, con moglie marito e amante, e un fatto di sangue e passione e morte per via di una forca che appende i due colpevoli, mentre l’astronomo ducale guarda le stelle e ragiona di com’è complicata e interessante la vita, ecco, allora mi son detta: qui, l’ispirazione. E poi mi son detta, con simpatico accento della bassa romagnola: mo’ basta lì, su, piantiamola con l’ispirazione e poi, siccome io son della bassa lombarda e la bassa romagnola non mi veniva mica bene, ho proseguito, più letteraria: non essere tardoromantica e pseudottocentesca, suvvia, che l’ispirazione è un’invenzione.
si scrive di:racconti, chiacchiere, carlotto
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Brobdingnag

righe inserite qui da Annalisa55 il venerdì, 18 aprile 2008,09:55
In un'altra udienza Sua Maestà ricapitolò quanto gli avevo detto confrontando le domande con le risposte; poi, dopo avermi preso in una mano, e passandomi l'altra sui capelli con un gesto di benevolo rimprovero, mi rivolse le seguenti parole, che non dimenticherò mai, né per la sostanza, né per il modo in cui le disse: "Mio piccolo amico Grildrig, mi hai fatto un gran panegirico della tua patria, dimostrandomi che le qualità essenziali per diventare un legislatore sono l'ignoranza, l'ozio e il vizio; che le leggi sono spiegate, interpretate ed applicate in maniera ineccepibile da quanti hanno interesse e abilità nel pervertirle, confonderle ed eluderle.
si scrive di:letture, attualità, gulliver, swift
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La donna che parlava con i morti

righe inserite qui da Annalisa55 il giovedì, 17 aprile 2008,20:17
Da dire subito (per togliersi il pensiero) che, alle volte, la scrittura appare frettolosa. Non trascurata, ma solo di fretta, come se avesse deciso di arrivare subito al passo successivo e non avesse tempo da perdere. Così, un po’ si è costretti a correre anche noi verso la fine, un po’ si ha la sensazione che nelle pagine si affastellino persone, immagini, conversazioni, viaggi, corse, che costringono a non pensare troppo a quello che sta capitando ma solo a quello che capiterà. Che costringeranno a rileggere, con più calma.
Non so se questo è un difetto. Io qualche virgola in più, a rallentare, a segnare certi saliscendi della voce e del pensiero, l’avrei messa.
si scrive di:letture, critica, remo bassini
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Speranze

righe inserite qui da Annalisa55 il martedì, 15 aprile 2008,06:11

Temo fortemente che con il suo nuovo governo, l’onda (o dovrei dire: l’orda?) montante della malacultura diventerà regime; e a un regime non si può rispondere se non con un vasto e profondo impegno culturale e morale.
Forte sarà la tentazione di rinchiuderci in noi stessi, mandando al diavolo la politica, anche quella dei partiti in cui abbiamo creduto. Berlusconi & Co. faranno di tutto per convincerci che questa sarà saggezza. Forte sarà la tentazione di serrarci in casa, di evitare problemi che sembrano non toccarci personalmente, di cercare di difendere il futuro dei nostri figli e nipoti, pagando, se necessario, qualche prezzo. Faranno di tutto per convincerci che questa sarà realismo. Forte sarà la tentazione di rispondere a chi venisse a sollecitarci per qualche militanza politica: “Grazie, ho già dato”.
Forse tocca proprio ai vecchi come me, che hanno qualche cicatrice da obiezione di coscienza, dire: “Badate, la vita è bella soltanto quando è piena, cioè amorosa e coraggiosa". Non si tratta di impugnare una clava e presidiare l’imboccatura della grotta di famiglia, ma di vivere in modo che la sera, ponendo la testa sul cuscino, si possa dire a noi stessi: “Beh, povero cane, anche quest’oggi non hai perso la tua dignità né minacciato quella degli altri”. Si tratta - e questo è il dono più bello che possiamo fare ai nostri figli e nipoti- di creare reti di consentaneità, di solidarietà, di amicizia militante, non soltanto proclamata. Di ricordare gli antichi maestri. Di ricordare le antiche resistenze. Di non cedere le speranze più care.

da Ettore Masina

si scrive di:attualità, ettore masina
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righe inserite qui da Annalisa55 il giovedì, 10 aprile 2008,21:11
si scrive di:politica, economia
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Radici resistenti